Francesco Geronazzo è incisore, pittore e scultore e forse proprio per tenere un filo di collegamento alle tecniche che ama ha scelto di far ruotare questa sua ricerca intorno ad un soggetto tanto forte quanto minimo, la forma del seme. Il seme che completa un contorno archetipico del mondo: sasso, uovo, testa. Un potenziale di vita spesso affidato ad uno dei più antichi motori del mondo: il caso. E certo proprio il caso ha un ruolo su queste carte di Geronazzo. Il supporto è volutamente di “seconda mano” – per ulteriormente semplificarlo ed impoverirlo - l’immagine è affidata all’inchiostro, alle sue inevitabili sbavature, a quel senso di arcaico che oggi – nell’epoca del plotter e dell’immagine su schermo – sentiamo ancora vicinissimo per quel contenuto di fisicità e freschezza che abbiamo paura di perdere.
Ogni segno, ogni disegno ha una sua individualità forte. Francesco ama raggruppare i suoi lavori, velarli e svelarli seguendo un percorso che nasce istintivamente sul suo tavolo da lavoro. Non è forse necessaria una contestualizzazione così complessa, essa va contro i tempi di visione contemporanea, che sono divenuti brevissimi. Occorre allora tornare indietro e dare all’opera il tempo che essa richiede, leggere il testo in ogni sillaba e fermarsi un po’. Seme significa anche tempo, stagione, maturazione lenta per mantenere una promessa di vita che anche quest’arte propone. Una promessa di cui – ne sono certo – vedremo a breve i frutti maturi.

 

Fabio Torre
(artista e scrittore)

 

Il seme vegetale viaggia silenzioso e invisibile?
Alla scuola elementare si atterava il seme di legume nel cotone bianco. La realtà invece è buia, il nero terroso si mette e si richiude sopra; il seme si concentra, per pesare in basso; caduta lenta. Il seme ha freddo come una lastra, la terra è come queste carte ruvide.

Vibrazione, esplosione: la prima articolazione è un gesto?
La linea è lama, o il punto in cui il seme si schiude; i contorni funzionano quando si dissolvono, è una forma perfetta: vibra, annientandosi in continuità.

Come curarsi del semplice: chi non andrebbe a ficcare l'occhio dentro la scia del seme nella terra, con la pura curiosità di sapere qualcosa su questo mondo?

 

Michele Brembilla
(scrittore)